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XI Congresso Regionale

Mappa dei contenuti della relazione del presidente Giovanni Monti

Giovanni Monti

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lunedì 23 ottobre 2017

Congresso Legacoopsociali dell'Emilia-Romagna. Nella sezione documenti la relazione di Alberani

foto news

Negli anni della crisi, che ha colpito tanti settori, le cooperative sociali aderenti a Legacoop Emilia-Romagna non solo hanno tenuto ma hanno anche innovato e aumentato addetti e fatturati passando da 20.060 occupati nel 2008 a 28.578 nel 2015 e da un valore della produzione nel 2008 di 693,5 milioni di euro ai 1.100,3 milioni di euro nel 2015. Lo ha ricordato Alberto Alberani, responsabile delle cooperative sociali aderenti a Legacoop Emilia-Romagna, aprendo il congresso regionale dell’Associazione che si è tenuto questa mattina a Bologna presso l’Auditorium di Unipol Banca.

Ai lavori, coordinati dal presidente di Legacoop Emilia-Romagna Giovanni Monti, sono intervenuti il sidnaco di Bologna Virginio Merola, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il professor Carlo Borzaga dell'Università di Trento, il direttore di Legacoop Emilia-Romagna Igor Skuk. Le conclusioni sono state affidate alla vicepresidente di Legacoopsociali nazionale, Eleonora Vanni.

Questo andamento anticiclico è stato favorito da almeno tre elementi, a partire dal fatto che la Regione Emilia-Romagna ha confermato il Fondo per la non autosufficienza che garantisce il mantenimento di oltre 900 servizi rivolti a 25.000 persone, servizi che sono stati sottratti alle gare d’appalto al ribasso dando garanzie di continuità al gestore accreditato e alle persone disabili e anziane. Attualmente oltre la metà del fatturato della cooperazione sociale emiliano-romagnola è collocato in servizi in accreditamento.

La Regione ha anche licenziato una nuova legge sui servizi alla prima infanzia e da questo anno, per la prima volta, sono di più i bambini di età compresa dai 0 ai 3 anni che frequentano nidi gestiti da cooperative sociali rispetto ai bambini che frequentano servizi gestiti da altri soggetti, per lo più i Comuni.

“Inoltre – ha ricordato Alberani che è stato confermato reasponsabile dell'Associazione regionale – abbiamo coprogettato con le Istituzioni e le Pubbliche Amministrazioni nuovi servizi necessari per dare risposta alle migliaia di persone che sono costrette a lasciare il proprio paese, profughi o richiedenti asilo. La cooperazione sociale ha dimostrato che quando c’è da rimboccarsi le maniche e innovare è sempre pronta. In questa Regione molte cooperative hanno generosamente aperto nuove attività per rispondere a nuovi bisogni, trovandosi spesso a svolgere un ruolo di mediazione culturale con fasce di popolazione che guardano con diffidenza e ostilità a questi nuovi arrivi”.

Nella foto, da sinistra: Alberto Alberani e Giovanni Monti

La versione integrale della relazione di Alberani è disponibile nella sezione Documenti di questo sito (in alto a sinistra cliccare su Associazione per aprire la tendina, poi scegliere Documenti)