housing sociale

A Bruxelles l’avvio del Comitato Nazionale per l’Housing Sociale, per un confronto sulle risorse europee della nuova programmazione per l’innovazione sociale

Se avessimo la possibilità di realizzare dei nuovi quartieri accessibili, come li dovremmo realizzare e con quali caratteristiche? Il tema della casa in Italia è fermo da anni, ma fortunatamente nel frattempo il settore non si è del tutto fermato: sono stati realizzati interventi significativi, capaci di indicare una strada. In Europa il settore è molto vivace da tutti i punti di vista: modelli abitativi, soluzioni economico-finanziarie, processi realizzativi, formule gestionali.

 

Sulla spinta di queste domande si è costituito un comitato nazionale per l’housing sociale costituito da Federcasa, Alleanza delle Cooperative Italiane di Abitazione, Fondazione Housing sociale, Compagnia San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita.

 

Il comitato nazionale per l’housing sociale muove i primi passi. Per la prima volta l’intero sistema dell’Housing sociale italiano si presenta unito a Bruxelles.

 

È noto come il sistema italiano dell’housing sociale sia caratterizzato dal lavoro autonomo di differenti attori: pubblici (per la maggior parte), privati, non- e low-profit. Il risultato di questa eterogeneità sono progetti, spesso molto interessanti, ma troppo piccoli per rispondere ai requisiti e all’interesse di investitori italiani e stranieri e troppo frammentati ed occasionali per essere considerati come parte di un disegno più ampio. La debolezza delle tante risorse messe in campo è infatti causata soprattutto dall’impossibilità di delineare degli obiettivi comuni verso i quali dirigersi e dalla mancanza di un’unica strategia all’interno della quale poter agire in modo coordinato valorizzando il contributo specifico di ogni attore.

 

Il comitato ha come obiettivo quello di definire una capacità progettuale comune e condivisa da adottare nello sviluppo di progetti di partenariato pubblico privato. Il comitato si propone di rendere disponibile il know-how acquisito da ognuno dei componenti, per poter suggerire politiche abitative di lungo termine. Che caratteristiche deve avere un nuovo quartiere residenziale? Quali sono i mix di funzioni che hanno funzionato meglio in Italia e in Europa? Quali tipologie abitative proporre? Queste domande rispondono a dei temi che se non trattati ci possono portare a riprodurre dei contesti abitativi che tutti concordano essere critici.

 

Il comitato si propone dunque come un soggetto aggregatore, indipendente ma altamente rappresentativo, capace di raccogliere le istanze condivise tra i componenti del gruppo per rafforzarle e farle diventare la base per una politica abitativa e di rigenerazione urbana.

 

In attesa di un piano di politiche abitative a lungo termine il comitato sta:

 

  • Individuando obiettivi e processi comuni
  • Costruendo partnership pubblico-privato
  • Definendo strategie finanziarie coerenti con gli obiettivi dei potenziali attori coinvolti.

 

Il comitato si propone anche di promuovere la realizzazione di progetti pilota capaci di esprimere i contenuti e i propositi elaborati.

 

La presentazione si terrà l’1 Ottobre a Bruxelles con un’iniziativa promossa dai membri italiani di Housing Europe, Alleanza delle Cooperative Italiane di Abitazione e Federcasa, insieme a: Fondazione Housing sociale, Compagnia San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita, How EU funding can be used to support Social Innovation in Italian Social Housing Delivery and Management”