La rigenerazione urbana in Emilia-Romagna

Nell’attuale complessità contemporanea, le città sono chiamate a rappresentare un’importante sfida per il futuro come fattore di crescita e competitività.

 

Per affrontare al meglio questa sfida Legacoop Emilia-Romagna ha promosso un Cantiere della Rigenerazione Urbana, un percorso sperimentale sulla L.R. n. 24/2017, con il supporto di Legacoop Bologna e la direzione scientifica di AUDIS – Associazione Aree Urbane Dismesse.

Il tema centrale di questi incontri è ragionare sulla qualità dal profilo ecologico/ambientale, urbanistico/architettonico, socio/economico/culturale.

 

Inoltre, a Ravenna, dal 24 gennaio 2019 è iniziato il corso, organizzato da Demetra Formazione, per formare esperti in Project manager per la rigenerazione urbana.

La rigenerazione urbana fa parte di questa sfida e l’obiettivo è chiaro: passare dalla città “attrattrice” dei lavoratori della conoscenza alla città creativa “produttrice” di nuova identità, di nuove economie della conoscenza ma anche di nuove geografie sociali.

Nasce così un complesso sistema relazionale che mira ad essere motore di sviluppo sostenibile, offrendo preziose opportunità di sviluppo qualitativo producendo effetti positivi dei beni collettivi e offrendo un campo di sperimentazione all’innovazione.

 

In Emilia-Romagna, con l’approvazione della Legge Regionale n.24 del 21 dicembre 2017 “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”, nel mese di aprile 2018, è stato pubblicato un bando finalizzato a valutare proposte di rigenerazione urbana promosse da amministrazioni pubbliche locali, in grado di creare un motore di sviluppo e innovazione per le città, tramite rigenerazione, riuso e valorizzazione del patrimonio ambientale, urbano e sociale esistente.

 

Il bando regionale ha avuto riscontri positivi: sono 112 i comuni che hanno risposto alla domanda, per un complessivo di 36,5 milioni di euro destinati a questi progetti, con un co-finanziamento da parte dei Comuni che porterà a interventi per circa 100 milioni di euro.

Entro il 31 dicembre 2019 i Comuni candidati al bando dovranno avere appaltati i lavori, pena la decadenza dall’assegnazione delle risorse e la revoca di quelle erogate.