L’importanza delle Cooperative sociali in Emilia-Romagna

La cooperazione sociale nasce in Italia nella metà degli anni 70 per rispondere ai cambiamenti politici sociali ed economici di quel periodo, in particolare per rispondere ai bisogni delle persone con problemi di salute mentale e disabili liberati dagli Istituti speciali e dagli Ospedali psichiatrici per poi rispondere in seguito ad altri importanti bisogni sociali (attività rivolte alle persone anziane, tossicodipendenti, minori con problemi sociali, immigrazione, ecc.)

 

Da sempre le cooperative sociali sono state sostenute dalle Associazioni di rappresentanza cooperativa: Confcooperative, Agci, Legacoop che in questi anni stanno costituendo l’ ACI (Alleanza delle cooperative italiane).

 

Legacoopsociali è l’associazione  di settore che organizza e rappresenta le cooperative sociali aderenti e ne promuove lo sviluppo progettuale, sociale e imprenditoriale. Vi aderiscono cooperative nel settore dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi per anziani, bambini, disabili, persone e famiglie in difficoltà; cooperative che operano nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, consorzi e strutture di servizio.

 

L’Associazione è nata nel settembre 2005 come risposta ai cambiamenti radicali che interessano il settore del welfare e dell’assistenza ai cittadini a tutti i livelli e in tutte le fasi della loro vita. Per questo è importante l’impegno nella promozione, nella formazione e nella ricerca sulle politiche sociali e attive del lavoro, per contribuire a migliorare il sistema delle regole per lo sviluppo di un “mercato sociale” qualificato e inclusivo.

 

In Emilia-Romagna, sono presenti 915 cooperative sociali distribuite su tutto il territorio: una realtà eterogenea, che conta oltre 43 mila addetti, 930 mila utenti e un fatturato superiore ai 2 miliardi di euro.

I settori maggiormente impegnati sono quello dei servizi destinati alle persone anziane, soprattutto non autosufficienti. Servizi per la prima infanzia con nidi gestiti da cooperative sociali e 16 mila i bambini da 0 a 3 anni iscritti. Servizi destinati all’assistenza e all’inclusione sociale e lavorativa delle persone con differenti tipologie e gradi di disabilità, rivolti all’attività di 67 Centri diurni socio-sanitari e socio-riabilitativi affidati a cooperative sociali, per un totale di 2.600 utenti; 64 laboratori protetti e centri occupazionali (1.800 persone accolte); 19 Centri diurni socio-sanitari di riabilitazione e cura per le persone affette da patologie psichiatriche (1.200 utenti). Infine, l’ambito sanitario attraverso servizi che vanno da quelli sanitari a domicilio (23 cooperative e 15.400 utenti), al soccorso e trasporto sanitario (7 cooperative e oltre 300 mila interventi), a cui si aggiungono 19 coop e che svolgono servizi ambulatoriali per 24 mila persone.

 

Il presidente di Legacoop Emilia-Romagna Giovanni Monti e il vicepresidente nazionale di Legacoopsociali Alberto Alberani, si ritengono orgogliosi dei numeri sul valore della cooperazione in Emilia-Romagna, dove si ribadisce l’importanza del lavoro svolto dalle cooperatrici e cooperatori sociali troppo spesso oggetto di denigratorie strumentalizzazioni politiche.

 

La cooperazione sociale negli anni della crisi ha aumentato occupati e fatturati ed è pronta ad affrontare le prossime sfide ma, puntualizzano Monti e Alberani “occorre un rapido adeguamento delle tariffe da parte delle Pubbliche Amministrazioni per garantire un giusto riconoscimento salariale agli operatori e alle operatrici che, prendendosi cura della vita di tante persone, svolgono un lavoro essenziale e delicato”.

 

Solidarietà, integrazione, giustizia sociale sono i valori imprescindibili con i quali si è affermata la cooperazione sociale, coniugando mente economica e cuore sociale. Per queste ragioni – conclude Alberani – come Associazioni cooperative abbiamo lanciato l’allarme per i bandi per l’accoglienza delle persone migranti, poco attenti alla promozione di adeguati percorsi di integrazione sociale e ben si comprendono le perplessità espresse dalle nostre associate sulla partecipazione alle gare”.