Nota di Rita Finzi, responsabile della Commissione Pari opportunità di Legacoop Emilia-Romagna, in occasione della Giornata Internazionale della Donna

Bologna, 8 marzo 2019 – La Giornata Internazionale della Donna, è occasione per esprimerci sulla debolezza strutturale della presenza delle donne nel mercato del lavoro.

 

L’8 Marzo dell’anno scorso la commissione Pari opportunità di Legacoop Emilia-Romagna annunciò l’avvio di un importante ricognizione sulla posizione delle donne all’interno delle imprese cooperative della regione per aggiornare un dato rilevato nel 2010 e valutarne le caratteristiche.

 

A distanza di 8 anni la dinamica dei ruoli delle donne nelle cooperative della Regione non si è sostanzialmente modificata: donne occupate al 70%, ottimo dato, ma donne dirigenti al 14,2% e nelle grandi cooperative all’8,8%, e donne occupate part-time al 64%: un mercato del lavoro segregato per genere, sia per settori e professioni che per posizioni gerarchiche, con un divario retributivo costante.

 

Responsabile di questi deludenti dati è la lunga crisi economica che ha colpito il Paese? Le minacce all’occupazione ed alla tenuta aziendale che hanno fatto passare in secondo piano i temi degli strumenti di flessibilità, conciliazione e promozione dei percorsi di carriera?

 

No, tutti questi elementi hanno aggravato, ma non sono il fattore determinante ed originante. Purtroppo bisogna risalire al sistema valoriale, alla non-cultura diffusa, alla cultura stereotipata del primato del modello maschile. Il persistere di tale cultura è la maggiore causa della discriminazione di genere, che spesso degenera e sfocia in fenomeni di violenza contro le donne.

 

Non si può non ricordare il “Global Gender Gap Report 2018” redatto dall’autorevole World Economic Forum che colloca l’Italia al 70° posto nella classifica del gender-gap (discriminazione di genere) e al 118° se si considerano le opportunità offerte alle donne, dietro al Mozambico, KazaKistan, Botswana.

 

Ricordiamoci di questa Giornata Internazionale per riflettere su quale deve continuare a essere l’impegno di ciascuno di noi per ridare dignità alla nostra comunità di donne e uomini, convincendoci che conoscenza e competenza non sono un difetto ma un merito, che alle donne vanno attribuiti incarichi di potere e di prestigio, non per il fatto di essere donne ma per la loro indiscussa autorevolezza e competenza. Basta con la scarsa meritocrazia.

 

Finchè non si sarà compiuta la necessaria emancipazione culturale, ciò non sarà possibile.

 

Ho un sogno : abolire la Festa dell’8 Marzo, quando finalmente non sarà più necessaria. Non è ancora giunto il momento, ma è con questo obiettivo che continua il costante e pervicace lavoro della Commissione Pari opportunità all’interno delle organizzazioni imprenditoriali cooperative della regione per promuovere iniziative, anche sperimentali, tese al raggiungimento di una cultura collettiva e condivisa che permetta di realizzare una vera democrazia paritaria.