“Un bene di tutti”: ecco il documentario su coop sociali e beni confiscati

A Lecco un ristorante dove prima c’era la ‘ndrangheta. Un terreno confiscato alla camorra in provincia di Viterbo dove fare inclusione lavorativa. Un nido in un immobile che era nelle mani del clan dei casalesi a Casal di Principe. Sono le tre storie del documentario “Un bene di tutti”: tre cooperative sociali, La Fabbrica di Olinda, coop Alicenova e coop Eva, che recuperano e restituiscono alla comunità edifici, aziende e terreni confiscati.

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Il documentario è promosso da Legacoopsociali e realizzato dal videomaker Stefano Cioni nell’ambito di un tirocinio formativo con il quotidiano on line nelpaese.it, all’interno del Master Sociocom in comunicazione sociale dell’Università di Roma Tor Vergata.

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E’ stato presentato il 5 aprile a Milano nella sede del bene confiscato ATS Occhi Aperti, nell’ambito del 7° Festival dei beni confiscati alle mafie promosso dal Comune di Milano.

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“Abbiamo scelto di partire dalle persone – dichiara Eleonora Vanni, presidente nazionale Legacoopsociali – che acquisiscono e recuperano i beni confiscati e li rimettono al centro del territorio. Un bene di tutti mette al centro coloro che restituiscono immobili, terreni e aziende sottratti alle mafie per creare comunità e occasioni di inclusione lavorativa. Su questi punti vogliamo aprire un dibattito con i soggetti istituzionali, il mondo accademico, il settore del credito e della cultura”.

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Ad aprire la giornata è stata Milly Moratti che ha spiegato le attività di Occhi aperti nel bene confiscato di via Monti, immobile sottratto alla ndrnagheta nel pieno centro di Milano.

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Alla tavola rotonda sono intervenuti Camillo De Berardinis – amministratore Delegato CFI, Riccardo Maiolini – John Cabot University, Gavina Mariotti – Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, moderati da Giuseppe Frangi, giornalista di Vita.

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I dati

Secondo le risposte alla survey di Scs consulting del 2018 per Cooperare con Libera Terra e Legacoopsociali il 37% dei beni oggetto di assegnazione e gestiti dalle cooperative sociali si trovano in Sicilia. Seguono Calabria, Puglia, Campania, Lazio e Lombardia.

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Il 33% è in pessime condizioni al momento dell’assegnazione, soprattutto terreni e immobili confiscati. Le attività maggiormente svolte sui beni sono finalizzate all’ inserimento lavorativo (24%), alla produzione e allo sviluppo del territorio (23%) e alla promozione e aggregazione culturale (19%).

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