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La ristorazione collettiva è solidale: Camst e Cirfood in prima linea nelle donazione di pasti e prodotti a domicilio

In piena emergenza Coronavirus, la ristorazione collettiva, attività quasi completamente bloccata, è in prima linea per aiutare le migliaia di persone costrette a restare a casa, attraverso la donazione di pasti e prodotti alimentari. Camst e Cirfood, colossi nel settore dei facility services, hanno trasformato un momento critico in un’occasione di solidarietà. 

 

Camst, il cui blocco delle attività ristorative riguarda i dipendenti impiegati nelle mense scolastiche, nei pubblici esercizi e nei ristoranti aziendali, che hanno ridotto la loro attività, ha promosso immediatamente donazioni di eccedenze alimentari. “Nel momento in cui mense scolastiche e aziendali sono rimaste chiuse – conferma il Presidente Francesco Malaguti –, la nostra azienda ha pensato di gestire le eccedenze alimentari donando il cibo ad associazioni e Onlus del territorio che si occupano di aiutare le persone in situazione di difficoltà, dando una mano al Paese, che sta vivendo un momento delicato”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda si è mossa CIRFOOD, che, grazie alla piattaforma Quanta Stock & Go, soluzione centralizzata per la supply chain sostenibile, ha evitato ogni genere di spreco alimentare, proseguendo la collaborazione con l’Associazione Solidarietà “progetto Azione Solidale”“A oggi, anche grazie alla generosità dei nostri fornitori, abbiamo donato a enti caritatevoli circa due tonnellate di materie prime, utilizzate per la preparazione di oltre 2500 pasti per i più bisognosi – spiega Chiara Nasi, Presidente di CIRFOOD –. Continuiamo a pensare a soluzioni e attività che producano valore nel segno dell’inclusione, della sostenibilità e dell’innovazione. Ecco perché, in accordo con aziende e Comuni abbiamo donato il cibo non utilizzato per le mense scolastiche a enti no profit territoriali. Inoltre, abbiamo attivato nuovi strumenti di food delivery per raggiungere tutti coloro che ne hanno bisogno, come gli anziani soli in casa”.