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Case del Popolo e Coronavirus: Legacoop Romagna chiede provvedimenti su credito d’imposta e IMU

Le Case del Popolo rappresentano un pezzo importante dell’identità della Romagna. Costruite nel corso dei decenni grazie all’impegno e al sacrificio di migliaia di uomini e donne, sono state fondamentali centri di aggregazione, di ricreazione, di fruizione culturale, in particolare nei piccoli centri e nelle frazioni periferiche.

 

Ancora oggi le oltre 200 Case del Popolo associate a Legacoop Romagna rappresentano, grazie all’impegno e alla passione dei loro oltre 6000 soci,  luoghi di vita sociale e comunitaria di inestimabile importanza e centri propulsivi da cui si irradia un tessuto di associazionismo, partecipazione, promozione culturale che innerva le realtà nelle quali sono insediate. Le Case del Popolo sono dunque un patrimonio di tutta la Romagna e un insostituibile presidio dei valori di democrazia, mutualità e partecipazione.

 

Il carattere comunitario delle Case del Popolo ha però reso particolarmente duro per queste realtà l’impatto dell’epidemia da Covid-19 e delle misure sanitarie adottate allo scopo di contenerne la diffusione. Nella scorsa primavera quasi tutte le strutture sono state costrette a sospendere la propria attività, con gravi effetti anche sul versante economico e finanziario, oltreché in termini di impoverimento sociale e culturale delle comunità di riferimento. Nonostante ciò le cooperative hanno reagito con forza. Appena è stato possibile le Case del Popolo sono state riaperte nel rispetto dei protocolli sanitarie e i soci si sono sobbarcati notevoli sacrifici economici per sovvenire le attività che si svolgono all’interno di tali strutture, di modo da assicurarne ad ogni costo la sopravvivenza.

 

La crescita esponenziale della diffusione del virus nelle ultime settimane e le nuove chiusure decretate dalle istituzioni, rischiano però di infliggere un colpo durissimo a questa ripresa, mettendo in pericolo la prosecuzione stessa di un’esperienza che è parte importante della storia della Romagna. Le misure di sostegno di carattere economico e finanziario messe in campo dal Governo, pur utili, non risultano esaustive per rispondere ad una crisi di portata epocale. Per questo motivo, sollecitiamo l’approvazione di ulteriori provvedimenti che garantiscano un aiuto concreto alle cooperative, supportandole nello sforzo che, nonostante tutto, stanno portando avanti per garantire che le proprie attività sociali, culturali e ricreative sopravvivano al Covid.

 

In particolare proponiamo che si provveda:

1) Ad aumentare dal 30 al 50% il credito di imposta concesso per affitti di ramo d’azienda per attività operanti nel campo della ristorazione e per bar e altri esercizi simili, il cui trattamento verrebbe così parificato a quanto previsto per gli affitti di ramo d’azienda per alberghi e altre strutture ricettive.

 

2) A permettere a società e cooperative che esercitano attività di intrattenimento o promuovono fini culturali e ricreativi di usufruire di una riduzione del 50% dell’IMU per l’anno 2020 qualora provvedano, entro il 31 dicembre, a ridurre il canone dell’affitto richiesto ai propri locatari (escludendo gli affitti per uso abitativo).

 

Riteniamo questi interventi fondamentali per assicurare, nel mezzo di questa grave emergenza, la sopravvivenza delle Cooperative Case del Popolo e, conseguentemente, quella delle tante comunità della Romagna che in questi locali trovano un insostituibile luogo di socialità, cultura e aggregazione.