Api a rischio scomparsa le CAB di Ravenna creano oasi per l’impollinazione

Api a rischio scomparsa: le CAB di Ravenna creano oasi per l’impollinazione

La produzione delle 264 specie coltivate in Europa dipende dall’attività degli insetti impollinatori, api in primis. Ma le ricerche più recenti hanno lanciato l’allarme: l’esistenza stessa di questi laboriosi insetti è messa a rischio dall’uso irresponsabile di pesticidi e dal cambiamento climatico: nell’arco di trent’anni la popolazione mondiale di api si è quasi dimezzata.

 

Le Cooperative Agricole Braccianti di Ravenna, associate a Legacoop Romagna, hanno sviluppato una collaborazione con 30 apicoltori della zona, mettendo a loro disposizione il grande patrimonio agrario e naturale che si trova nei 12mila ettari di terreni del loro patrimonio indivisibile. Di questi quasi un quinto è dedicato al biologico, il resto è coltivato con la tecnica della produzione integrata, nel rispetto dei protocolli per la difesa degli insetti cosiddetti “pronubi”, ovvero che trasportano il polline da un fiore all’altro. In particolare 800 ettari sono stati rinaturalizzati con boschi, siepi e stagni permanenti.

 

È in prossimità di queste vere e proprie “oasi” a misura di alveare che le colonie di api possono trovare le condizioni ideali a compiere il ciclo vitale dell’impollinazione. Al loro interno, oltre alle essenze arboree ed arbustive, crescono erbe spontanee di varie specie con fioriture scalari nel tempo che garantiscono il rifornimento per gli insetti. Nel novero, ovviamente, sono comprese le api, che trovano i nutrimenti necessari per il loro sostentamento, anche quando le colture in campo non sono in fioritura.

 

 

Questa “simbiosi” è utilissima per le api stesse, ma anche per le coltivazioni. «Negli anni ci siamo accorti che questi ambienti rinaturalizzati sono sempre più popolati dalla fauna del territorio e che le corrette pratiche agronomiche consentono di mantenere il suolo ricco di sostanza organica e di organismi utili allo sviluppo delle piante, come invertebrati, insetti, funghi e batteri. Non solo, una buona presenza degli insetti impollinatori sostiene la produttività sia in termini di quantità che di qualità delle colture. Per questo motivo – conclude Stefano Patrizi, responsabile agroindustria di Legacoop Romagna – continuare a sostenere la collaborazione tra apicoltori e CAB è fondamentale».