Deregulation facchinaggio

Romagna: Deregulation facchinaggio, l’allarme delle cooperative

Le due centrali cooperative romagnole, Legacoop Romagna e Confcooperative Romagna, hanno inviato la richiesta di una convocazione urgente dell’Osservatorio del Facchinaggio della Provincia di Ravenna al fine di avviare una attenta valutazione sulla deregulation che il settore sta subendo da anni in maniera continuativa. Ultimo atto di questa situazione già critica, messa ancora più in difficoltà dalla pandemia in corso, il decreto che rinnova la tariffa di riferimento per le attività di facchinaggio per l’anno 2021. Il decreto infatti prevede una riduzione rispetto all’anno precedente, mentre le cooperative associate rilevano che i costi, anche a causa dello stato di emergenza in corso, sono aumentate significativamente. «Questa situazione rischia quindi di diventare insostenibile e va affrontata al più presto nelle sedi opportune», fanno sapere dalle centrali cooperative.

 

«Le nostre cooperative applicano il contratto collettivo, sono assoggettate a regolamenti e contributi in un comparto che spesso vede irregolarità – sottolinea Rudy Gatta, consigliere comunale e responsabile per Legacoop del facchinaggio -. Ora i costi sono aumentati, la tariffa cala e con le nostre associate ci siamo accorti che i conti non tornano». Per il dirigente di Legacoop «comprimere quella tariffa significa comprimere non solo i diritti del lavoratore ma anche la sicurezza. Vogliamo una convocazione del tavolo, perché attraverso la difesa della tariffa difendiamo la legalità del settore, che è a rischio caporalato e infiltrazioni: purtroppo assistiamo ad aziende che si inoltrano in questo mercato con tariffe che non possono essere giustificate da nessun tipo di contratto regolare e lavoratore regolare».

 

Sulla stessa linea Confcooperative: «Siamo sorpresi, è il primo anno in assoluto in cui c’ è una riduzione – spiega Pierpaolo Baroni, responsabile delle coop di lavoro e servizi per la Romagna -. Abbiamo proposto, con spirito di collaborazione, di lasciare le tariffe invariate quest’anno.

 

Abbiamo avuto aggravi di costi, un calo della produttività, un abbassamento delle tariffe ci danneggia».

 

La tariffa minima, comunque, non è vincolante ma più che altro un riferimento: sotto quella soglia, secondo le coop, vuol dire che qualcosa non va nel rispetto di contratti e normative.