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Piattaforme cooperative: alternativa etica ai modelli digitali estrattivi. A Bologna confronto internazionale tra imprese, studiosi e policy maker

  • Una giornata di lavoro su esperienze e progetti già attivi, in Italia e nel mondo

  • L’europarlamentare Gualmini: con la direttiva europea più diritti per i lavoratori del digitale e stop ai licenziamenti su whatsapp

  • Ghedini: auspichiamo nell’ordinamento italiano il recepimento dello spirito della direttiva in discussione al Parlamento Europeo

 

“Piattaforme cooperative: Visioni, imprese e politiche per lo sviluppo” questo il titolo del convegno tenutosi oggi a Spazio Dumbo a Bologna.  Esperienze, imprese e progetti di piattaforme cooperative, in grado di coniugare tutela del lavoro, innovazione e responsabilità verso il territorio. Modelli di impresa alternativi alle logiche estrattive delle grandi piattaforme, sperimentazioni che stanno crescendo in Italia e nel mondo per dare risposta a bisogni e a esigenze di maggiore equità.

 

Uno dei temi affrontati è stato quello dei lavoratori delle piattaforme, con l’europarlamentare Pd Elisabetta Gualmini, che ha illustrato i principi cardine della direttiva europea di cui è relatrice. “Con la direttiva in discussione al Parlamento Europeo affermiamo alcuni principi base per affermare i diritti sociali e dare tutele ai lavoratori delle piattaforme. In primis chiariamo che laddove ricorrano tutte le condizioni oggettive della subordinazione, il lavoratore deve avere tutte le tutele del lavoro subordinato. Se non sono subordinati, sono autonomi. Non sono previste tipologie nuove o intermedie – ha spiegato Gualmini – Nella direttiva affermiamo anche che le piattaforme devono registrare i lavoratori nel Paese dove operano, che ci devono essere controlli maggiori e che le decisioni importanti della vita di un lavoratore non possono essere comunicate con un messaggio ma devono essere ricondotte a una persona umana che deve spiegare e motivare. Non vogliamo più vedere licenziamenti su whatsapp”.

 

Per Rita Ghedini la direttiva europea sul lavoro nelle piattaforme “sarà di grande importanza”. “Pur riscontrando alcuni aspetti critici, che possono riguardare la cooperazione tra lavoratori autonomi o tra imprenditori – ha spiegato la presidente di Legacoop Bologna e coordinatrice del gruppo Lavoro della Direzione Nazionale di Legacoop– auspico che lo spirito della direttiva possa essere recepito nell’ordinamento e anche la scelta binaria, cioè lavoratori subordinati o autonomi, è condivisibile”.

 

Per Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia-Romagna, intervenuto in video messaggio

 

Alla tavola rotonda sono intervenuti anche Giuseppe Guerini e Giusella Finocchiaro, docente di Diritto Privato e Diritto di Internet, con un intervento sull’importanza di una regolazione avanzata sull’utilizzo dei dati.

 

Il convegno è stato promosso da Legacoop Emilia-Romagna, Fondazione Centro Studi Doc, Rete Doc e AlmaVicoo, il centro universitario per la formazione e la promozione dell’impresa cooperativa fondato a Università di Bologna e Legacoop Bologna. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Coopfond, Innovacoop nodo territoriale Pico, Fondazione Barberini e Vicoo Platform.

 

I lavori sono stati aperti da Piero Ingrosso, vicepresidente di Alma Vicoo, e dagli interventi di Erika Capasso presidente della Fondazione Innovazione Urbana, Simone Gamberini, direttore generale di Coopfond, e Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia-Romagna, che ha ribadito l’importanza di “Costruire una dimensione culturale dell’innovazione digitale. Come cooperazione siamo in campo per non lasciare indietro nessuno in questa transizione.”