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“Asili nido e PNRR: più protagonismo del Terzo Settore”. Nota di Alberto Alberani

È scaduta il 31 marzo la proroga alla presentazione di proposte per le candidature ad ottenere i fondi PNRR destinati agli asili nido resa necessaria perché dei 2,4 miliardi messi a disposizione solo 1,2 erano stati richiesti.

 

Nell’ attesa di comprendere l’esito della proroga si è sviluppato un dibattito sulle motivazioni che hanno indotto molti Comuni, in particolare del Sud Italia a non presentare domande. Si apre ora un altro dibattito relativo a dove finiranno le risorse che non sono state richieste e che secondo le regole del PNRR dovrebbero essere re-distribuite a chi ha presentato più domande, probabilmente molti Comuni del nord e i Comuni di grandi dimensioni.

 

Se ciò avvenisse avremmo l’effetto contrario alle aspettative e quindi più bimbi al nido nelle Regioni che già hanno un’offerta struttura e un aumento della differenza Nord-Sud. Questo scenario potrebbe però non presentarsi qualora le scelte politiche modificassero i destinatari dei bandi e quindi non solo i Comuni ma anche gli Enti del Terzo Settore autorizzati o accreditati nella gestione dei servizi alla prima infanzia previsti dal Decreto 65.

 

Giuridicamente si può fare come hanno fatto altri paesi europei e altri bandi PNRR e sarebbe un’ottima occasione di co-programmazione (non solo co-progettazione) richiedendo che la proposta formulata da un Ente del Terzo Settore preveda anche accordi di parternariato con i Comuni.

 

Anche grazie al lavoro dell’Impresa sociale “Con i bambini” gli enti del Terzo Settore hanno da tempo dimostrato serietà e affidabilità nel settore e grazie ai 28 milioni di euro del recente bando comincio da zero  si realizzeranno 35 progetti molti in territorio del Sud. Il Terzo Settore c’è!

 

Per sviluppare una nuova rete di servizi in molti Comuni (il 70% dei Comuni ha meno di 5.000 abitanti) non è indispensabile pensare solo al “nidone” gestito direttamente dal Comune ma a servizi-poli per l’ infanzia progettati anche strutturalmente e coerentemente alle recenti “le linee pedagogiche per il sistema integrato 0/6” da Enti del Terzo Settore autorizzati e accreditati che grazie a dinamismo, flessibilità, personale competente e motivato, scarsa burocrazia, possono probabilmente rispondere al meglio ai bisogni delle bambine, dei bambini e delle famiglie del territorio.

 

Alberto Alberani Vice Presidente Legacoopsociali – Coordinatore gruppo 0-6 Forum Terzo Settore