formazione Workers Buyout

Salvare le imprese in difficoltà: lezioni di Workers Buyout

  • Al via il percorso di formazione voluto da cooperative e sindacati della Città Metropolitana di Bologna

  • Iniziativa unica nel suo genere: un nuovo modello di soluzione per le crisi aziendali

  • Prossimo passo sarà la creazione di un osservatorio per organizzare iniziative e seminari

 

Ha preso il via il percorso di formazione per la promozione del Workers Buyout. L’idea nasce dalla stipula di un protocollo d’intesa tra l’Alleanza delle Cooperative Italiane di Bologna e Imola con Cgil, Cisl e Uil dell’area metropolitana di Bologna, venuto alla luce a seguito di analogo documento nazionale. Il comune interesse alla tutela del buon lavoro ha spinto i promotori a mettere a punto una iniziativa che, unica nel suo genere, si propone come nuovo modello di intervento nelle situazioni di crisi.

 

Per i firmatari del protocollo, i Wbo sono “esperienze con ricadute positive su tutti i soggetti coinvolti, nonché sulle comunità locali e sulle Istituzioni. In primo luogo, sui lavoratori, che integrando la posizione di lavoratore dipendente con quella del socio imprenditore e tutelano la loro occupazione. Per le comunità locali e le istituzioni si tratta di un punto produttivo che riparte. Per lo Stato è un risparmio di contributi figurativi sui periodi di ammortizzatori sociali ed una ripresa di gettito fiscale”.

 

Il percorso formativo, iniziato ieri, ha visto in aula funzionari sindacali e della cooperazione, per approfondire la conoscenza della forma cooperativa come strumento adatto a risolvere crisi aziendali e situazioni di difficoltà di successione. Seguiranno altri due incontri sull’evoluzione del quadro normativo e sugli strumenti finanziari a supporto dei lavoratori per la costituzione di cooperative per rilevare imprese in crisi.

 

Il patrimonio di conoscenze che uscirà al termine di questo primo programma di formazione, sarà a disposizione della comunità locale e delle istituzioni, in particolare del Tavolo metropolitano di salvaguardia del patrimonio produttivo.

 

L’interazione con le istituzioni locali consentirà di offrire le opportunità di costituzione di nuove cooperative a tutti i gruppi di lavoratori che, partendo da una situazione di crisi, potranno valorizzare le proprie competenze e dare continuità al proprio lavoro.

 

Il prossimo passo sarà quello di dare vita ad un osservatorio che, oltre a produrre materiale divulgativo sul WBO e promuovere iniziative e seminari sul tema, potrà definire ulteriori appuntamenti di formazione.

 

Il protocollo è stato firmato da: Agci Emilia-Romagna, Confcooperative Bologna, Legacoop Bologna, Legacoop Imola e Cgil Bologna, CGIL Imola e Cisl e Uil del territorio della Città metropolitana di Bologna