Storia e valori delle Cooperative in Emilia-Romagna

Da 150 anni la cooperazione è il motore dell’Emilia-Romagna. Una forma d’impresa che consente di dare forma alle idee e che è capace di soddisfare i bisogni della comunità, nel rispetto dei principi di sostenibilità e con l’obiettivo di migliorare la qualità alla vita delle persone.

Una storia di lotta per l’uguaglianza e la democrazia

La cooperazione nasce come uno strumento di organizzazione, autonomia e conquista di diritti da parte di lavoratori e persone che vogliono essere protagonisti del loro tempo. E che credono nell’opportunità di un vivere civile che si condensa intorno ai valori dell’uguaglianza, della solidarietà, dell’equità.

Riscatto sociale, lavoro e diritti

La cooperazione è nata per fornire risposte agli strati più fragili della popolazione attraverso la loro autorganizzazione. Le prime esperienze cooperative in Emilia-Romagna hanno coinvolto i braccianti, le cui condizioni di vita erano miserabili. Sono stati esposti alla stagionalità dei lavori e alla forza di ricatto dei latifondisti agrari, gli stessi che, per piegare con la violenza le lotte bracciantili, sostennero il fascismo.

Le Cooperative, forza democratica e repubblicana

Dopo il tragico ventennio fascista, le cooperative rinacquero libere e vennero riconosciute nell’articolo 45 della Costituzione: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.”

Il modello cooperativo. Solidità economica, crescita e futuro

Da allora la cooperazione italiana è cresciuta dando vita a imprese leader a livello nazionale e internazionale, condividendo i valori fondativi e promuovendo la partecipazione di soci e socie. Garantisce lavoro di qualità e sicuro, perseguendo uno sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile, migliorando il benessere delle comunità di insediamento.

Una storia emiliano-romagnola.
La cooperazione nasce e cresce qui

L’Emilia-Romagna è considerata la patria della cooperazione italiana, un punto di riferimento per la cooperazione in Europa e nel mondo.
È la regione in cui maggiore è l’incidenza degli occupati nelle cooperative sulla popolazione complessiva.

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dell’economia regionale

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delle associate a Legacoop nazionale

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del fatturato nazionale cooperativo

I Valori della Cooperazione

I Principi del Movimento cooperativo internazionale

Aderiamo ai principi che accomunano il Movimento cooperativo a livello mondiale. I sette principi della cooperazione sono promossi dall’Alleanza Internazionale delle Cooperative (ICA).

1. Adesione libera e volontaria

Le cooperative sono organizzate volontarie aperte a tutte le persone in grado di utilizzarne i servizi offerti e desiderose di accettare le responsabilità connesse all’adesione, senza alcuna discriminazione sessuale, sociale, razziale, politica o religiosa.

Le cooperative sono organizzazioni democratiche, controllate dai propri soci che partecipano attivamente alla definizione delle politiche e all’assunzione delle relative decisioni. Gli uomini e le donne eletti come rappresentanti sono responsabili nei confronti dei soci. Nelle cooperative di primo grado, i soci hanno gli stesso diritti di voto (una testa, un voto), e anche le cooperative di altro grado sono ugualmente organizzate in modo democratico.

I soci contribuiscono equamente al capitale delle proprie cooperative e lo controllano democraticamente. Almeno una parte di questo capitale è, di norma, proprietà comune della cooperativa. I soci, di norma, percepiscono un compenso limitato sul capitale sottoscritto come condizione per l’adesione. I soci destinano gli utili ad alcuni o a tutti gli scopi: sviluppo della cooperativa, possibilmente creando delle riserve, parte delle quali almeno dovrebbero essere indivisibili; erogazione di benefici per i soci in proporzione alle loro transazionicon la cooperativa stessa, e sostegno ad altre attività approvate dalla base sociale.

Le cooperative sono organizzazioni autonome, di mutua assistenza, controllate dai soci. Nel caso in cui esse sottoscrivano accordi con altre organizzazioni (incluso i governi) o ottengano capitale da fonti esterne, le cooperative sono tenute ad assicurare sempre il controllo democratico da parte dei soci e mantenere l’autonomia della cooperativa stessa.

Le cooperative s’impegnano ad educare ed a formare i propri soci, i rappresentanti eletti, i managers e il personale, in modo che questi siano in grado di contribuire con efficienza allo sviluppo delle proprie società cooperative. Le cooperative devono attuare campagne di informazione allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, particolarmente i giovani e gli opinionisti di maggiore fama, sulla natura e i benefici della cooperazione

Le cooperative servono i propri soci nel modo più efficiente e rafforzano il movimento cooperativo lavorando insieme, attraverso le strutture locali e nazionali, regionali ed internazionali

Le cooperative lavorano per uno sviluppo durevole e sostenibile delle proprie comunità attraverso politiche approvate dai propri soci

Una storia avvincente carica di futuro

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